Rette asili nido.
Incontro con il Comune di Bergamo

Nella mattina di Lunedì 10 Marzo le segreterie di Cgil Cisl Uil hanno incontrato l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bergamo, dott.ssa Alessandra Gallone, per un confronto - da noi sollecitato - sul problema delle rette negli asili nido di Bergamo.
L’incontro aveva lo scopo di verificare i risultati dell’accordo, sottoscritto due anni fa, sull’applicazione dell’ISEE alle rette dei nidi. Come organizzazioni sindacali attribuivamo notevole importanza a quell’accordo anche perché le decisioni del Comune di Bergamo sono destinate ad avere un ruolo di orientamento e indirizzo anche su altri comuni della provincia.
Come si ricorderà, i punti dell’accordo erano i seguenti:

Attualmente la situazione è la presente:

 

Fascia % di contrib. da Euro a Euro da Lire a Lire Quota in Euro Quota in Lire
1 20% 0.00 9.296,22 0 18.000.000 105,36 204.000
2 32% 9.296,23 11.155,47 18.000.001 21.6000.00 168,57 326.400
3 44% 11.155,48 13.014,71 21.600.001 25.200.000 231,79 448,800
4 56% 13.014,72 14.873,96 25.200.001 28.800.000 295,00 571.200
5 68% 14.873,97 16.733,20 28.800.001 32.400.000 358,22 693.600
6 76% 14.733,21 18.592,45 32.400.001 36.000.000 400,36 775.200
7 90% 18.592,46 21.691,19 36.000.001 42.000.000 474,11 918.000
8 100% 21.691,20

-

42.000.001

-

526,79 1.020.000

 

Fascia Numero di utenti %
1 136 33,92%
2 25 6,23%
3 28 6,98%
4 38 9,48%
5 27 6,73%
6 20 4,99%
7 30 7,48%
8 97 24,19%
Totale 401 -

Come si vede c’è un addensamento degli utenti nella prima e nell’ultima fascia; di questo si è discusso per cercare soluzioni alternative che, però, non sono di facile reperimento.
Per quanto riguarda la prima fascia (il 33,92% degli utenti) essa comprende soprattutto due tipologie di casi: le situazioni sociali seguite dai servizi comunali e le famiglie con un solo genitore. Per questa ultima condizione è stato fatto notare come l’assegno alimentare versato dal coniuge non convivente non venga conteggiato nell’Isee e pertanto sono presenti nella stessa fascia sia casi al limite della povertà che casi con redditi più elevati. Non ci pare, però, che ci siano molti margini di intervento da questo punto di vista perché le famiglie con un solo genitore, assegni alimentari o meno, hanno in realtà più costi.

Anche il caso della fascia più elevata offre pochi margini di manovra. Dal momento che il gettito complessivo delle rette non può mutare, un alleggerimento del costo per questa fascia si riverserebbe sugli altri utenti, delle fasce con redditi più bassi. E neppure è utile la soluzione di suddividere ulteriormente questa fascia in più sottocategorie perché il tetto massimo di costo deve comunque restare inferiore alla retta dei nidi privati; non potendo sfondare in alto e trasferire il costo sulle famiglie più ricche, si otterrebbe solo una polverizzazione di fasce con valori molto ravvicinati, senza sostanziali benefici.

Si è deciso, comunque, di convocare un incontro congiunto con la consulta delle politiche familiari e la consulta dell’infanzia per un approfondimento della problematica e per l’individuazione di eventuali migliori soluzioni.

Durante l’incontro è emerso anche che, da Settembre 03, con l’apertura del nido di Campagnola, calerà notevolmente la lista d’attesa.

Da parte nostra abbiamo richiesto, nuovamente, che le fasce isee dei nidi siano utilizzate anche per le scuole civiche (Conservatorio e Accademia Carrara); non c’è stata una risposta definitiva ma c’è stata la disponibilità dell’amministrazione a discuterne.
Abbiamo anche chiesto informazioni sulle liste d’attesa per la scuola materna e sui possibili effetti dell’anticipazione dell’obbligo prevista dalla riforma Moratti. Tale anticipazione non sarebbe praticabile a Bergamo per mancanza di spazi e porterebbe uno scivolamento verso l’alto svuotando i nidi. Una soluzione non accettabile sul piano educativo. Sul tema torneremo quando l’assessorato ci fornirà i dati esatti della situazione.

Bergamo, 11 marzo 2003

Orazio Amboni
Segreteria CGIL Bergamo