
Rette
asili nido.
Incontro con il Comune di
Bergamo
Nella
mattina di Lunedì 10 Marzo le segreterie di Cgil Cisl Uil hanno incontrato
l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bergamo, dott.ssa
Alessandra Gallone, per un confronto - da noi sollecitato - sul problema delle
rette negli asili nido di Bergamo.
L’incontro aveva lo scopo di verificare i risultati dell’accordo,
sottoscritto due anni fa, sull’applicazione dell’ISEE alle rette dei nidi.
Come organizzazioni sindacali attribuivamo notevole importanza a quell’accordo
anche perché le decisioni del Comune di Bergamo sono destinate ad avere un
ruolo di orientamento e indirizzo anche su altri comuni della provincia.
Come si ricorderà, i punti dell’accordo erano i seguenti:
l’applicazione dell’ISEE non deve essere l’occasione per aumentare il gettito a spese degli utenti e neppure per aumentare la spesa comunale (che copre già il 75% dei costi) ma deve essere, sostanzialmente, ad invarianza di costi complessivi;
la retta massima deve comunque essere competitiva con i costi del mercato privato e non può quindi superare le rette dei nidi privati;
vengono istituite 8 fasce di contribuzione;
l’accordo ha carattere sperimentale e può essere rivisto sulla base dei problemi emersi durante la concreta applicazione.
Attualmente la situazione è la presente:
| Fascia | % di contrib. | da Euro | a Euro | da Lire | a Lire | Quota in Euro | Quota in Lire |
| 1 | 20% | 0.00 | 9.296,22 | 0 | 18.000.000 | 105,36 | 204.000 |
| 2 | 32% | 9.296,23 | 11.155,47 | 18.000.001 | 21.6000.00 | 168,57 | 326.400 |
| 3 | 44% | 11.155,48 | 13.014,71 | 21.600.001 | 25.200.000 | 231,79 | 448,800 |
| 4 | 56% | 13.014,72 | 14.873,96 | 25.200.001 | 28.800.000 | 295,00 | 571.200 |
| 5 | 68% | 14.873,97 | 16.733,20 | 28.800.001 | 32.400.000 | 358,22 | 693.600 |
| 6 | 76% | 14.733,21 | 18.592,45 | 32.400.001 | 36.000.000 | 400,36 | 775.200 |
| 7 | 90% | 18.592,46 | 21.691,19 | 36.000.001 | 42.000.000 | 474,11 | 918.000 |
| 8 | 100% | 21.691,20 |
- |
42.000.001 |
- |
526,79 | 1.020.000 |
| Fascia | Numero di utenti | % |
| 1 | 136 | 33,92% |
| 2 | 25 | 6,23% |
| 3 | 28 | 6,98% |
| 4 | 38 | 9,48% |
| 5 | 27 | 6,73% |
| 6 | 20 | 4,99% |
| 7 | 30 | 7,48% |
| 8 | 97 | 24,19% |
| Totale | 401 | - |
Come
si vede c’è un addensamento degli utenti nella prima e nell’ultima fascia;
di questo si è discusso per cercare soluzioni alternative che, però, non sono
di facile reperimento.
Per quanto riguarda la prima fascia (il 33,92% degli utenti) essa comprende
soprattutto due tipologie di casi: le situazioni sociali seguite dai servizi
comunali e le famiglie con un solo genitore. Per questa ultima condizione è
stato fatto notare come l’assegno alimentare versato dal coniuge non
convivente non venga conteggiato nell’Isee e pertanto sono presenti nella
stessa fascia sia casi al limite della povertà che casi con redditi più
elevati. Non ci pare, però, che ci siano molti margini di intervento da questo
punto di vista perché le famiglie con un solo genitore, assegni alimentari o
meno, hanno in realtà più costi.
Anche il caso della fascia più elevata offre pochi margini di manovra. Dal
momento che il gettito complessivo delle rette non può mutare, un
alleggerimento del costo per questa fascia si riverserebbe sugli altri utenti,
delle fasce con redditi più bassi. E neppure è utile la soluzione di
suddividere ulteriormente questa fascia in più sottocategorie perché il tetto
massimo di costo deve comunque restare inferiore alla retta dei nidi privati;
non potendo sfondare in alto e trasferire il costo sulle famiglie più ricche,
si otterrebbe solo una polverizzazione di fasce con valori molto ravvicinati,
senza sostanziali benefici.
Si è deciso, comunque, di convocare un incontro congiunto con la consulta delle
politiche familiari e la consulta dell’infanzia per un approfondimento della
problematica e per l’individuazione di eventuali migliori soluzioni.
Durante l’incontro è emerso anche che, da Settembre 03, con l’apertura del
nido di Campagnola, calerà notevolmente la lista d’attesa.
Da parte nostra abbiamo richiesto, nuovamente, che le fasce isee dei nidi siano
utilizzate anche per le scuole civiche (Conservatorio e Accademia Carrara); non
c’è stata una risposta definitiva ma c’è stata la disponibilità
dell’amministrazione a discuterne.
Abbiamo
anche chiesto informazioni sulle liste d’attesa per la scuola materna e sui
possibili effetti dell’anticipazione dell’obbligo prevista dalla riforma
Moratti. Tale anticipazione non sarebbe praticabile a Bergamo per mancanza di
spazi e porterebbe uno scivolamento verso l’alto svuotando i nidi. Una
soluzione non accettabile sul piano educativo. Sul tema torneremo quando
l’assessorato ci fornirà i dati esatti della situazione.
Bergamo, 11 marzo 2003
Orazio
Amboni
Segreteria CGIL Bergamo