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Il
Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bergamo, nella seduta
del 25 Maggio 2004, ha adottato una nuova configurazione delle fasce di
contribuzione basate sull’ISEEU.
In
precedenza si erano svolti alcuni incontri tra il Direttore Amministrativo
e Cgil Cisl Uil che hanno presentato alcune proposte in parte accolte.
Per
il prossimo anno accademico le tasse universitarie, a Bergamo, saranno così
regolate:
[Testo
comunicato Università]
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FASCIA
|
Valore
Indicatore ISEEU
|
|
|
IMPORTI
IN EURO
|
|
A
|
inferiore
o uguale a
|
11.600,00
|
|
B
|
compreso
tra
|
11.600,01
|
14.400,00
|
|
C
|
compreso
tra
|
14.400,01
|
17.300,00
|
|
D
|
compreso
tra
|
17.300,01
|
25.500,00
|
|
E
|
compreso
tra
|
25.500,01
|
33.500,00
|
|
F
|
compreso
tra
|
33.500,01
|
38.000,00
|
|
G
|
superiore
a
|
38.000,00
|
e
relativi importi di tasse e contributi
Studenti
in corso
|
|
importi
in euro
|
|
|
1
a rata
|
2a
rata
|
totale
|
|
Fascia
“A”
|
358,00
|
20,00
|
378,00
|
|
Fascia
“B”
|
358,00
|
179,00
|
537,00
|
|
Fascia
“C”
|
358,00
|
311,00
|
669,00
|
|
Fascia
“D”
|
358,00
|
469,00
|
827,00
|
|
Fascia
“E”
|
358,00
|
707,00
|
1.065,00
|
|
Fascia
“F”
|
358,00
|
892,00
|
1.250,00
|
|
Fascia
“G”
|
358,00
|
1.077,00
|
1.435,00
|
Studenti
fuori corso
|
|
importi
in euro
|
|
|
1
a rata
|
2a
rata
|
totale
|
|
Fascia
“A”
|
358,00
|
-
|
358,00
|
|
Fascia
“B”
|
358,00
|
128,00
|
486,00
|
|
Fascia
“C”
|
358,00
|
233,00
|
591,00
|
|
Fascia
“D”
|
358,00
|
360,00
|
718,00
|
|
Fascia
“E”
|
358,00
|
550,00
|
908,00
|
|
Fascia
“F”
|
358,00
|
698,00
|
1.056,00
|
|
Fascia
“G”
|
358,00
|
846,00
|
1.204,00
|
2.
Il Consiglio d’Amministrazione nella predetta seduta ha deliberato
un’agevolazione per le famiglie con più di un figlio iscritto
all’università nei seguenti termini:
“ sono esonerati parzialmente, in misura pari al 10% del contributo, gli
studenti appartenenti a nucleo familiare nel quale sia presente più di un
iscritto all’Università degli Studi di Bergamo. Sono esclusi da tale
beneficio gli studenti appartenenti alla fascia massima”.
3. Il punto h) del bando riguardante l’esonero tasse è stato approvato
dal Consiglio d’Amministrazione nei seguenti termini:
“sono esonerati parzialmente, in misura pari al 30% del contributo, gli
studenti fuori corso che svolgono all’atto dell’iscrizione attività
lavorativa con contratto di durata non inferiore a 10 mesi”
(indipendentemente dalla tipologia di contratto di lavoro).
4. La scrivente Amministrazione ha provveduto a concordare con la
Direzione dell’ISU un’unica scadenza per le iscrizioni e per la
presentazione della domanda di borsa di studio fissando il termine al 5
ottobre 2004.
Per
una più completa valutazione della deliberazione adottata, vanno tenute
presenti alcune considerazioni:
a)
Le tasse pagate dagli studenti coprono il 20% della spesa;
b)
Il finanziamento nazionale è, come per tutte le università, assai
sottodimensionato;
c)
Nei mesi precedenti si è svolto un intenso dibattito sulla stampa
nazionale (e internazionale, a partire dalle decisioni di T. Blair per le
università inglesi) sul problema del finanziamento delle università e
sulla ridistribuzione sociale di costi che avvantaggerebbero
prevalentemente le classi medio-alte (principali beneficiarie della spesa
universitaria sostenuta però da tutta la collettività - sul tema delle
carriere di vita ineguali per i giovani di ceti sociali diversi, torniamo
a segnalare i recenti studi di A. Schizzerotto, di cui abbiamo parlato più
volte nelle Rassegne Stampa); in tale dibattito si sono particolarmente
distinte le correnti liberiste secondo cui le università dovrebbero
innalzare notevolmente le tasse di iscrizione e, per questa via,
raggiungere l’autonomia finanziaria ed essere in grado di aumentare i
servizi offerti, valorizzare la competizione ecc. ecc. .... La garanzia
del diritto allo studio (e alla mobilità sociale) per i figli di famiglie
dei ceti popolari risulterebbe, secondo queste impostazioni, un problema
marginale. Differentemente in Inghilterra, dove la proposta del governo
laburista prevede sì l’aumento delle tasse scolastiche ma anche un
maggior impegno del fisco (addirittura un aumento della pressione fiscale
generale) per finanziare politiche di welfare e favorire l’accesso
all’università per i ceti popolari; siamo assai distanti dagli
orientamenti del governo di centro destra italiano il cui impegno è la
riduzione della pressione fiscale con conseguente riduzione delle
politiche di welfare e di ridistribuzione.
d)
Rispetto alle fasce ISEE dell’anno scorso, le attuali sono state
rivalutate in misura differenziata: + 3,57% la prima (11.600 euro, sotto i
quali scatta l’esenzione) e + 5,22% la più elevata.
L’Amministrazione
universitaria proponeva, inizialmente, di conservare una divisione in 6
fasce; su richiesta sindacale ha accettato di introdurre una ulteriore
fascia in alto, dividendo in due fasce i redditi Isee superiori a 33.000
euro. In questo modo è possibile dividere i ceti medi da i ricchi veri e
propri; come è noto, i ceti medi sono tra le categorie più colpite
economicamente dalla gestione economica del governo Berlusconi-Tremonti e
non sarebbe stato giusto far confluire nella stessa fascia di reddito una
famiglia di impiegati (seppur medio-alti) e quella che può contare su
redditi e patrimoni molto più elevati.
e)
Con le nuove tabelle si otterrebbe uno scivolamento verso il basso: gli
studenti della prima fascia (esenti) passerebbero dal 21,16% degli attuali
al 22,65%; quelli delle ultime due fasce vecchie, dal 22,66% al 20,27%
delle ultime tre attuali (tre perché la fascia nuova è stata istituita
al livello F).
f)
Può essere interessante notare che dei 1.679 studenti compresi nella
fascia più elevata di reddito, solo 82 (meno del 5%) hanno presentato la
certificazione ISEE. Si conferma quindi che l’ISEE è uno strumento,
seppur perfettibile, di contrasto all’evasione fiscale.
g)
Su richiesta sindacale, l’Amministrazione ha accettato di inserire una
clausola di esonero parziale (solo il 10%, però; avevamo chiesto almeno
il 50%) per fratelli o sorelle entrambi iscritti all’università.
h)
Analogamente è stata accolta la nostra richiesta di prevedere una nuova e
più ampia formulazione della clausola di esonero dal 30% del contributo
per gli studenti lavoratori. Tenendo conto della precarizzazione dei
rapporti di lavoro che colpisce soprattutto i giovani, abbiamo chiesto di
abbassare a 10 mesi (contro i 12 precedenti) la durata del rapporto di
lavoro e abbiamo chiesto, e ottenuto, di prescindere dalla tipologia del
contratto (non solo tempo determinato, ma anche altre tipologie di lavoro
dipendente).
Da
notare, infine, che gli scarsi finanziamenti pubblici spingono
l’Università a massimizzare il numero degli iscritti, anche in settori
(ed è il caso di Bergamo) con improbabili sbocchi professionali. Si
correrà così il rischio di avere, nella nostra provincia, un elevato
numero di laureati (o meglio, di laureate) nel campo della comunicazione e
della formazione, indubbiamente di difficile collocamento nel mercato del
lavoro. Un problema che dovrà essere affrontato da più punti di vista ed
in particolare attraverso più mirate politiche di orientamento.
Presso
il servizio di assistenza fiscale della CGIL sarà possibile ottenere
tutte le informazioni oltre che la compilazione della modulistica ISEEU.
Bergamo,
17 giugno 2004.
(Orazio
Amboni)
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