ISEE Universitario: 
Cgil e Cisl incontrano l'Università di Bergamo per un confronto sulle rette.

nota di commento - 30 ottobre 2003

 

Nella giornata di ieri, mercoledì 29 ottobre, come Cgil (Amboni) e Cisl (Manzoni) abbiamo incontrato, su nostra richiesta, l’Amministrazione dell’Università di Bergamo per un confronto conoscitivo sul problema delle rette universitarie.
La richiesta di incontro è stata sollecitata dalla constatazione, segnalataci dagli operatori del nostro servizio fiscale, che per la maggior parte degli studenti che si sono rivolti al CAF per la compilazione dell’ISEEU (Isee universitario), l’introduzione dell’Isee ha è di fatto comportato uno scivolamento in fasce più alte di contribuzione. Peraltro la cosa ha avuto un eco anche sulla stampa locale.
L’incontro ha, purtroppo, confermato le nostre previsioni. Anzi è emerso che praticamente tutti coloro che hanno potuto accedere alle borse di studio sono figli di lavoratori autonomi o commercianti. Il basso indicatore di situazione economica, per gli autonomi, è dovuto (anche senza pensare ai casi di evasione fiscale o a denunce fasulle specie sulla situazione patrimoniale, casi che senz’altro ci saranno anche se difficili da provare) al meccanismo della legge Tremonti che permette di togliere dal reddito le spese per gli “investimenti” (ricordiamo a questo proposito che spesso gli “investimenti” non sono altro che l’acquisto della Mercedes....).
Con l’Amministrazione Universitaria siamo rimasti d’accordo che ci si incontrerà nuovamente non appena sarà completato il monitoraggio dei versamenti delle tasse universitarie e sarà possibile avere una visione d’insieme completa. Peraltro ci è stato comunicato che è intenzione dell’Università ritoccare, per il prossimo anno accademico, le tasse e le fasce di contribuzione, anche per far fronte ai tagli di bilancio disposti dalle varie leggi finanziarie.
Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto di istituire uno specifico tavolo di confronto sulla materia e non mancheremo di esercitare tutta la nostra pressione perché non venga colpito il diritto allo studio, anche in considerazione del fatto che sempre più l’accesso all’Università è una conquista per i giovani dei ceti popolari.
Da notare, infine, che a livello regionale è in fase di predisposizione un nuovo meccanismo (“RETE”) di valutazione dei mezzi che sostituirà l’ISEE; sulla materia torneremo non appena avremo informazioni più precise.

30 ottobre 2003.
(or. amb.)