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GENITORI
della CGIL di Bergamo e-mail: SportelloGenitoriBergamo@cgil.lombardia.it |
LA “DOTE SCUOLA” DELLA REGIONE LOMBARDIA IL DIRITTO ALLO STUDIO TRASFORMATO IN LOTTA PER LA VITA CHI ARRIVA PRIMO PUÒ STUDIARE, GLI ALTRI NO genitori costretti a code notturne per iscrivere i figli ai CFP nessuna certezza per gli aventi diritto alle borse di studio |
Scheda
informativa Delibera Giunta Regionale Decreto Dirigente Regionale Allegato A al Decreto Bando Provincia di Bergamo per studenti scuola superiore privata |
Non
basta avere i requisiti previsti dal bando per poter ottenere la borsa di
studio, rinominata “Dote” dalla Regione Lombardia, perché i contributi
saranno erogati “fino ad esaurimento delle risorse disponibili”.
Oltre a ciò la Regione ha dimezzato l’entità degli assegni: la “dote
sostegno al reddito” infatti riassorbe le vecchie borse di studio Legge
62/2000 e gli assegni per i libri di testo, ma l’importo è dimezzato. Per uno
studente di scuola media, i due precedenti istituti portavano un beneficio di
425 euro, contro gli attuali 220; per la scuola superiore si è passati da 500 a
320 euro. Evidentemente il diritto allo studio non è una priorità per la
Regione Lombardia.
Chi, invece, si è visto aumentare gli assegni sono i frequentanti delle scuole
private che, oltre al consueto “buono scuola” (1.050 euro, come l’anno
scorso) possono ora accedere anche alla “dote sostegno al reddito” (per
loro, e solo per loro, da 500 a 1.000 euro, a seconda del tipo di scuola) da cui
prima erano (ingiustamente) esclusi.
Le ingiustizie e le discriminazioni non finiscono qui. L’ISEE (che calcola
anche il patrimonio) lo si prende in considerazione solo per la dote “sostegno
al reddito”, cioè per i bassi redditi. Per il buono scuola niente ISEE ma il
nuovo ISR (indicatore della situazione reddituale, cioè l’ISEE senza il
patrimonio), come già per il recente “buono famiglia”.
Dal testo della Delibera regionale non si capisce con certezza se gli importi
verranno erogati come “Buono servizi per la scuola” (tipo Social Card già
sperimentata, con problemi, l’anno scorso) o come assegno. Una verifica
andrebbe fatta anche solo del rapporto costi-benefici e della quota di risorse
finite non alle famiglie bisognose, ma agli intermediari.
Ancora peggio, se possibile, nella Formazione Professionale. L’introduzione,
anche qui, del sistema “Dote” ha avuto come conseguenza code di genitori
fuori dai CFP, già all’alba, e, in alcune situazioni, anche di notte,
bivaccando in auto, pur di arrivare primi e di poter iscrivere il figlio
utilizzando, appunto, la “dote”. Ma non è servito nemmeno quello perché,
in molti casi, dopo poche immissioni i PC delle scuole si sono bloccati: “Dote
ESAURITA”! Nessuna trasparenza, nessuna possibilità di controllo sulla
suddivisione delle doti tra i vari CFP. Una guerra di tutti contro tutti: dei
CFP tra di loro per accaparrarsi le poche doti e una guerra degli utenti tra di
loro per iscriversi gratis. Chi resta fuori, e sono tanti, dovrà pagare di
tasca propria l’iscrizione, magari restituendo i miseri 160 euro della “dote
sostegno al reddito” per prima volta prevista anche per la FP, ma solo per chi
ha un ISEE inferiore a 15.458 euro.
La mancanza di trasparenza non crediamo sia casuale ma, probabilmente,
funzionale alla distribuzione prioritaria delle doti agli operatori accreditati
più vicini a chi governa questo settore in Regione. Altro che competizione sul
merito e l’efficienza!
Bergamo, 12 febbraio 2009.
(or. amb.)
Presso lo Sportello Genitori funziona un servizio di consulenza per la compilazione on line delle domande
Bergamo,
15 gennaio 2009.
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