CGIL BERGAMO
Dipartimento Welfare

20 maggio 2009


FONDO SOSTEGNO AFFITTI:
SI RESTRINGONO I CRITERI DI ACCESSO

Con la crisi economica i bisogni aumentano ma la risposta è inadeguata
Inasprite le norme per gli stranieri

 

le domande vanno presentate ai Comuni o ai CAAF tra il 1 Giugno e il 15 Settembre 2009


Oramai sulla crisi economica si sa tutto. Si sa che i più colpiti sono i lavoratori di alcuni segmenti deboli del mercato del lavoro: interinali (a Bergamo -41,6%), apprendisti (-32%), cooperative che lavorano in appalto o sub appalto... Questi lavoratori spesso non appaiono nemmeno come licenziati perché semplicemente non viene rinnovata la “somministrazione” o la collaborazione a progetto. In questi settori meno protetti sono concentrati i lavoratori stranieri che sono passati dal 22% dei disoccupati in lista ai Centri per l’Impiego (2007) all’attuale 32,4% (dato 29 aprile 2009, CPI Provincia di Bergamo).
Una conferma viene anche dagli sportelli di aiuto del Fondo Famiglia-Lavoro promosso da Caritas e Comune di Bergamo con la partecipazione economica di meritorie banche e fondazioni: più dell’80% di chi chiede un aiuto è straniero e tra questi gran parte non riesce più a pagare l’affitto. Una situazione drammatica per chi non può contare su anni di risparmio o su aiuti di una rete parentale. La mancanza di un lavoro non consente loro nemmeno di accedere a prestiti sull’onore o al microcredito, solo aiuti “alimentari” per il “minimo vitale”.
Un aiuto potrebbe venire dal FONDO SOSTEGNO AFFITTI, gestito dalla Regione sulla base di norme nazionali e ci si aspetterebbe, vista la drammaticità della crisi, più fondi a disposizione e più facilità di accesso, proprio per evitare un disastro sociale. E invece non è così, le risorse economiche sono rimaste ferme a 51 milioni di euro e i criteri di accesso sono stati resi più rigidi. Grazie al decreto legge 133/2008 sullo “sviluppo economico e la semplificazione” (quello che fissa le norme finanziarie per i prossimi tre anni, tagliando e riducendo, approvato con i famosi soli 7 minuti di discussione) per accedere al Fondo Affitti bisogna risiedere sul territorio nazionale da almeno 10 anni o su quello regionale da almeno 5. In questo modo davvero si semplifica: chi è qui da anni, se è residente vuol dire che lavora e probabilmente non ha bisogno di aiuto; chi è qui da meno e magari ha perso il lavoro, non può fare domanda. Così si possono in fretta far quadrare i conti. Se l’anno scorso, prima della crisi, le domande sono aumentate dell’8%, si può star certi che quest’anno diminuiranno. Non diminuiranno, però, né il disagio né l’emarginazione.

Bergamo, 20 maggio 2009.
(
Or. Amb.)


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