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le domande vanno presentate ai
Comuni o ai CAAF tra il 1 Giugno e il 15 Settembre 2009
Oramai
sulla crisi economica si sa tutto. Si sa che i più colpiti sono i
lavoratori di alcuni segmenti deboli del mercato del lavoro: interinali (a
Bergamo -41,6%), apprendisti (-32%), cooperative che lavorano in appalto o
sub appalto... Questi lavoratori spesso non appaiono nemmeno come
licenziati perché semplicemente non viene rinnovata la
“somministrazione” o la collaborazione a progetto. In questi settori
meno protetti sono concentrati i lavoratori stranieri che sono passati dal
22% dei disoccupati in lista ai Centri per l’Impiego (2007)
all’attuale 32,4% (dato 29 aprile 2009, CPI Provincia di Bergamo).
Una conferma viene anche dagli sportelli di aiuto del Fondo
Famiglia-Lavoro promosso da Caritas e Comune di Bergamo con la
partecipazione economica di meritorie banche e fondazioni: più dell’80%
di chi chiede un aiuto è straniero e tra questi gran parte non riesce più
a pagare l’affitto. Una situazione drammatica per chi non può contare
su anni di risparmio o su aiuti di una rete parentale. La mancanza di un
lavoro non consente loro nemmeno di accedere a prestiti sull’onore o al
microcredito, solo aiuti “alimentari” per il “minimo vitale”.
Un aiuto potrebbe venire dal FONDO SOSTEGNO AFFITTI, gestito dalla Regione
sulla base di norme nazionali e ci si aspetterebbe, vista la drammaticità
della crisi, più fondi a disposizione e più facilità di accesso,
proprio per evitare un disastro sociale. E invece non è così, le risorse
economiche sono rimaste ferme a 51 milioni di euro e i criteri di accesso
sono stati resi più rigidi. Grazie al decreto legge 133/2008 sullo
“sviluppo economico e la semplificazione” (quello che fissa le norme
finanziarie per i prossimi tre anni, tagliando e riducendo, approvato con
i famosi soli 7 minuti di discussione) per accedere al Fondo Affitti
bisogna risiedere sul territorio nazionale da almeno 10 anni o su quello
regionale da almeno 5. In questo modo davvero si semplifica: chi è qui da
anni, se è residente vuol dire che lavora e probabilmente non ha bisogno
di aiuto; chi è qui da meno e magari ha perso il lavoro, non può fare
domanda. Così si possono in fretta far quadrare i conti. Se l’anno
scorso, prima della crisi, le domande sono aumentate dell’8%, si può
star certi che quest’anno diminuiranno. Non diminuiranno, però, né il
disagio né l’emarginazione.
Bergamo, 20 maggio 2009.
(Or. Amb.)
SCHEDA
INFORMATIVA
BANDO
REGIONALE
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