CGIL BERGAMO
Dipartimento Welfare

26 aprile 2011

CURE SUB ACUTE  E CREG AL CENTRO DEL CONFRONTO CON L’ASL
nessun ampliamento dell’offerta ma riconversione dei posti di medicina: i problemi resteranno.
un’operazione di risparmio senza reinvestimento.
sui CREG consenso per un ruolo attivo dei medici di medicina generale


Le modalità di attivazione dei 118 posti di cure “sub acute” e la sperimentazione dei CReG (gestione dei malati cronici) sono stati i problemi al centro dell’incontro richiesto da Cgil Cisl Uil alla Direzione dell’ASL e avvenuto lo scorso 22 aprile.
È apparso chiaro che l’operazione cure sub acute sarà un’operazione di risparmio della spesa e non di ampliamento dell’offerta per rispondere ai maggiori bisogni. I 118 nuovi posti non saranno “nuovi” ma saranno quasi tutti la riconversione di altri 118 posti letto ora attivi nei reparti ospedalieri di medicina. Quindi per stessi letti, con gli stessi malati, gli ospedali riceveranno rimborsi inferiori.
Con questa operazione, dice l’ASL, si intende riassorbile l’uso “inappropriato” dei ricoveri in Medicina che ammonterebbe, in provincia di Bergamo, a circa 12.500 giornate di ricovero in eccesso.
Non ci risulta che sia stato presentato alcuno studio per verificare se e dove esistano prestazioni inappropriate, magari più costose, in altri settori, né, soprattutto, cosa succederà nei reparti di medicina con questo drastico ridimensionamento dell’offerta (si passa da 502 a 384 PL; -23%). Se è vero che si accorcerà la durata dei ricoveri e una parte dei malati potrà trovare finalmente posto nei “letti tecnici sub acuti”, essendo però invariato il saldo finale dei posti disponibili, ed essendo il fabbisogno molto elevato e in crescita, c’è il rischio reale che l’unico vero vantaggio sia quello per i bilanci degli ospedali. Con meno posti disponibili resterà l’emergenza nell’accettazione dei nuovi pazienti e resterà pure quella nelle dimissioni perché non essendoci neppure un virtuoso reinvestimento del risparmio il totale delle disponibilità non è cambiato. Un’operazione di tagli delle risorse fatta passare, con un gioco di prestigio, per ampliamento dell’offerta.

C’è da dire che in Regione sono davvero abili in questo tipo di giochi. Pochi giorni fa è stato presentato, con la consueta enfasi, un “Accordo territoriale per la conciliazione dei tempi” tra ASL, Regione, Comune di Bergamo, Provincia e Camera di Commercio: saranno gestite direttamente dall’ASL, con il metodo dei voucher, risorse per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia. Un nuovo aiuto alle famiglie e ai servizi per l’infanzia? Niente affatto! Nessuno ha ricordato che non sono stati più attivati i progetti Legge 23 con i quali si finanziavano attività di aiuto alle famiglie (nidi e micro nidi, banche del tempo, attività educative, servizi innovativi …) realizzate d’intesa con gli Ambiti Territoriali. Lo scorso anno, con la Legge 23 sono state finanziate attività per 772.800 euro. Vedremo ora quanto si spenderà per i voucher dell’ASL, gestiti in modo centralistico, senza alcun coinvolgimento né delle associazioni, né del Terzo Settore, né dei Comuni. Anche le parti sociali (organizzazioni sindacali e datoriali), che pure sono soggetto primario per le politiche di conciliazione sul versante del lavoro, sono state escluse dall’accordo e saranno forse coinvolte in futuro, vedremo in quale ruolo.

Se per i posti sub acuti il dissenso è completo, il confronto con l’ASL è andato meglio sul versante dei CReG, cioè delle procedure per la presa in carico dei malati cronici. Abbiamo chiesto all’ASL di non complicare la rete moltiplicando le figure di riferimento per i malati ma di puntare su un maggiore coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e dei Distretti. Se per i Distretti ci è stato risposto di no (la Delibera regionale non lo consente, nemmeno sperimentalmente) per i Medici abbiamo verificato una convergenza di vedute con l’ASL che si è dichiarata disponibile a studiare forme di collaborazione con i call center della Guardia Medica. Abbiamo chiesto anche di far entrare nella sperimentazione quegli ambulatori ospedalieri che già oggi di fatto svolgono un ruolo di case manager rispetto ai pazienti cronici (diabete, malattie neurologiche, malattie polmonari …), e anche su questo punto abbiamo incontrato disponibilità nell’ASL.

Durante l’incontro sono stati toccati anche problemi come il funzionamento dei CEAD (centri per l’assistenza domiciliare) e i Consultori Familiari, argomenti sui quali ci si confronterà in successivi e specifici incontri.

Bergamo, 26 aprile 2011.
(or amb)

Documentazione:
- Delibera Giunta Regionale 1479 del 30/03/2011
 

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