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Le modalità di attivazione dei 118 posti di cure “sub acute” e la
sperimentazione dei CReG (gestione dei malati cronici) sono stati i
problemi al centro dell’incontro richiesto da Cgil Cisl Uil alla Direzione
dell’ASL e avvenuto lo scorso 22 aprile.
È apparso chiaro che l’operazione cure sub acute sarà un’operazione di
risparmio della spesa e non di ampliamento dell’offerta per rispondere ai
maggiori bisogni. I 118 nuovi posti non saranno “nuovi” ma saranno quasi
tutti la riconversione di altri 118 posti letto ora attivi nei reparti
ospedalieri di medicina. Quindi per stessi letti, con gli stessi malati,
gli ospedali riceveranno rimborsi inferiori.
Con questa operazione, dice l’ASL, si intende riassorbile l’uso
“inappropriato” dei ricoveri in Medicina che ammonterebbe, in provincia di
Bergamo, a circa 12.500 giornate di ricovero in eccesso.
Non ci risulta che sia stato presentato alcuno studio per verificare se e
dove esistano prestazioni inappropriate, magari più costose, in altri
settori, né, soprattutto, cosa succederà nei reparti di medicina con
questo drastico ridimensionamento dell’offerta (si passa da 502 a 384 PL;
-23%). Se è vero che si accorcerà la durata dei ricoveri e una parte dei
malati potrà trovare finalmente posto nei “letti tecnici sub acuti”,
essendo però invariato il saldo finale dei posti disponibili, ed essendo
il fabbisogno molto elevato e in crescita, c’è il rischio reale che
l’unico vero vantaggio sia quello per i bilanci degli ospedali. Con meno
posti disponibili resterà l’emergenza nell’accettazione dei nuovi pazienti
e resterà pure quella nelle dimissioni perché non essendoci neppure un
virtuoso reinvestimento del risparmio il totale delle disponibilità non è
cambiato. Un’operazione di tagli delle risorse fatta passare, con un gioco
di prestigio, per ampliamento dell’offerta.
C’è da dire che in Regione sono davvero abili in questo tipo di giochi.
Pochi giorni fa è stato presentato, con la consueta enfasi, un “Accordo
territoriale per la conciliazione dei tempi” tra ASL, Regione, Comune di
Bergamo, Provincia e Camera di Commercio: saranno gestite direttamente
dall’ASL, con il metodo dei voucher, risorse per favorire la conciliazione
dei tempi di lavoro e di famiglia. Un nuovo aiuto alle famiglie e ai
servizi per l’infanzia? Niente affatto! Nessuno ha ricordato che non sono
stati più attivati i progetti Legge 23 con i quali si finanziavano
attività di aiuto alle famiglie (nidi e micro nidi, banche del tempo,
attività educative, servizi innovativi …) realizzate d’intesa con gli
Ambiti Territoriali. Lo scorso anno, con la Legge 23 sono state finanziate
attività per 772.800 euro. Vedremo ora quanto si spenderà per i voucher
dell’ASL, gestiti in modo centralistico, senza alcun coinvolgimento né
delle associazioni, né del Terzo Settore, né dei Comuni. Anche le parti
sociali (organizzazioni sindacali e datoriali), che pure sono soggetto
primario per le politiche di conciliazione sul versante del lavoro, sono
state escluse dall’accordo e saranno forse coinvolte in futuro, vedremo in
quale ruolo.
Se per i posti sub acuti il dissenso è completo, il confronto con l’ASL è
andato meglio sul versante dei CReG, cioè delle procedure per la presa in
carico dei malati cronici. Abbiamo chiesto all’ASL di non complicare la
rete moltiplicando le figure di riferimento per i malati ma di puntare su
un maggiore coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e dei
Distretti. Se per i Distretti ci è stato risposto di no (la Delibera
regionale non lo consente, nemmeno sperimentalmente) per i Medici abbiamo
verificato una convergenza di vedute con l’ASL che si è dichiarata
disponibile a studiare forme di collaborazione con i call center della
Guardia Medica. Abbiamo chiesto anche di far entrare nella sperimentazione
quegli ambulatori ospedalieri che già oggi di fatto svolgono un ruolo di
case manager rispetto ai pazienti cronici (diabete, malattie neurologiche,
malattie polmonari …), e anche su questo punto abbiamo incontrato
disponibilità nell’ASL.
Durante l’incontro sono stati toccati anche problemi come il funzionamento
dei CEAD (centri per l’assistenza domiciliare) e i Consultori Familiari,
argomenti sui quali ci si confronterà in successivi e specifici incontri.
Bergamo, 26 aprile 2011.
(or amb)
Documentazione:
- Delibera
Giunta Regionale 1479 del 30/03/2011
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