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L’incontro, che ha avuto luogo lo scorso 20 settembre, era stato richiesto
all’ASL da Cgil Cisl Uil per un monitoraggio dello stato di funzionamento
dei CEAD (Centri di Assistenza Domiciliare, dell’ASL). Aveva destato
meraviglia il report inviato in Regione a Novembre 2010 dalla precedente
equipe dirigenziale, report che dichiarava oltre 22.000 utenti coinvolti,
a vario titolo (informazioni, orientamento, presa in carico) nell’attività
dei CEAD. In realtà il numero va assai ridimensionato: in media, per
ognuno dei 14 distretti, gli utenti dei CEAD sono 310 di cui 84 per l’ADI,
9 per il SAD (servizio di assistenza domiciliare comunale), 12 per altri
servizi e il rimanente solo per informazioni. La situazione è assai
differenziata tra i vari Distretti ASL: si va dal Distretto di Bergamo in
cui il CEAD può contare su 10 ore settimanali di una figura medica, 30 di
infermiere e 30 di fisioterapista, all’Alto o al Basso Sebino che possono
contare su una sola ora settimanale del medico e su 10 ore di infermiere e
3 di fisioterapista; ma anche i Distretti dell’Isola e di Romano hanno
dotazioni organiche molto carenti.
La distanza tra i 22.000 utenti dichiarati e i 4000 reali (310x14) è la
stessa distanza che intercorre tra gli annunci propagandistici e la
difficoltà quotidiana nel far decollare un servizio con poco personale a
cui va aggiunta anche la difficoltà a far collaborare gli operatori dei
Distretti ASL con quelli degli Ambiti Territoriali; stando ai dati forniti
durante l’incontro dal Direttore Generale dott.ssa Mara Azzi, dal
Direttore Sociale dott. Francesco Locati e dal responsabile del
Dipartimento dott. Renato Bresciani, le equipe miste Distretti/Ambiti non
hanno ancora trovato, nella maggioranza dei casi, tempi certi di incontro
e di lavoro in comune. Eppure si tratta di una collaborazione di cui c’è
bisogno e di un servizio che anche noi, come organizzazioni sindacali,
abbiamo richiesto e sostenuto.
NUOVE RISORSE PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE (1,9 milioni di
euro)
Durante l’incontro si è discusso anche di come verrà applicata a Bergamo
la DGR 1746 del 18 maggio 2011 che prevede una
riorganizzazione complessiva dell’ADI: una delibera contestata da CGIL
CISL UIL a livello regionale perché adottata senza alcun confronto
nonostante un preciso impegno della Regione siglato nel Protocollo sulla
non autosufficienza.
La Delibera, con il successivo Decreto applicativo (7211 del 2 agosto),
individua le ASL di Brescia, Lodi, Milano 1, Monza, Varese e Milano Città
come sede di una non meglio precisata sperimentazione di un nuovo
modello di assistenza domiciliare. La Regione pare orientata ad
istituire delle Unità di Valutazione che facciano da filtro
per l’accesso all’ADI (un ritorno al passato, togliendo agli operatori
l’esclusiva sulla adozione del Piano di Assistenza Individuale).
Anche per le ASL non sede di sperimentazione sono previsti degli
stanziamenti aggiuntivi (per Bergamo 1.957.000 euro) che
serviranno per potenziare ed estendere il servizio e favorire la
domiciliarità. Il decreto stabilisce che questi soldi potranno essere
spesi per ricoveri di sollievo nei centri diurni (accreditati, anche non a
contratto), per un potenziamento degli orari di funzionamento dell’ADI,
per interventi mirati a situazioni di alta intensità assistenziale post
acuta e a bisogni sociosanitari (“igiene personale, alimentazione,
mobilizzazione, ecc.”). Su quest’ultimo punto abbiamo chiesto alla
dott.ssa Azzi la disponibilità dell’ASL a prendere in carico casi
cui i SAD comunali non riescono più a dare una risposta adeguata a
causa dei continui tagli di risorse ai Comuni. Ci vengono segnalate,
infatti, diverse situazioni di Comuni che riducono la presa in carico di
nuovi utenti SAD o addirittura che la chiudono del tutto.
GLI ALTRI TEMI AFFRONTATI NELL’INCONTRO
La Direttrice Generale dell’ASL, durante l’incontro, ci ha fornito
informazioni rispetto ad una serie di altri temi:
PSICHIATRIA. Chiude definitivamente l’SPDC di Calcinate che
verrà accorpato con quello di Alzano Lombardo, come da tempo previsto.
CREG. Come si sapeva, è stata presentata una sola offerta
per gestire l’attività di assistenza ai malati cronici. I medici di
medicina generale hanno istituito una cooperativa che dovrebbe prendere in
carico questa attività. Entro il 30 settembre l’ASL dovrebbe concedere
l’autorizzazione e il servizio dovrebbe prendere il via entro l’1
Novembre.
POSTI LETTO SUB-ACUTI. Brutta sorpresa: ci si aspettava
l’istituzione di 118 posti (da riconversione di altrettanti posti letto di
riabilitazione) e invece i posti di nuova istituzione saranno solo 70 (a
Treviglio, Seriate, Zingonia S. Marco, Palazzolo, S. Francesco). Poiché
alcuni dei posti da riconvertire esistevano solo sulla carta, l’operazione
avrebbe portato un saldo positivo nell’offerta. Il ridimensionamento
rischia di trasformare l’operazione in un puro e semplice declassamento
dei posti di riabilitazione. Bisognerà attendere la delibera regionale per
esprimere un giudizio definitivo.
TICKET. Proprio il giorno in cui si è svolto l’incontro (20
settembre) è stato il giorno di maggior afflusso e caos ai distretti per
le nuove modalità di autocertificazione dei requisiti per l’esenzione dal
pagamento dei ticket. Poiché nessuna delle condizioni che danno diritto
all’esonero è cambiata e si tratta solo di cambiamenti procedurali nei
codici e nelle certificazioni, stupisce che una Regione in cui si spendono
cifre elevatissime per il sistema informatico e per la carta regionale dei
servizi non sia in grado di gestire questi adempimenti in modo ordinato ed
efficiente. Ci sono responsabilità regionali in questo (ritardi
nell’informazione, elenchi incompleti, interfaccia solo parziale tra le
diverse banche dati…) ma, nonostante la difesa d’ufficio della Direttrice
Generale, anche l’ASL ha una parte di responsabilità: non tutti gli
operatori di sportello erano stati preventivamente e correttamente
informati, le linee telefoniche erano praticamente inaccessibili, gli
stessi medici di medicina generale avevano ricevuto in ritardo le
informazioni. Il risultato sono state le 400 persone in un giorno al
Distretto di Bergamo e, in proporzione, ancor di più in alcuni altri
distretti.
AUSILI PER INCONTINENTI. La macchina non sta funzionando per
il meglio anche nella gestione delle nuove regole per la consegna degli
ausili per incontinenti. Tutto sommato la precedente modalità dava buoni
risultati: gli utenti si recavano periodicamente in farmacia a prelevare
gli ausili di cui avevano bisogno e le farmacie erano in grado di svolgere
con elasticità e flessibilità il loro compito. Ora, invece, a seguito di
una gara regionale, l’appalto è stato vinto da due sole aziende che
consegneranno direttamente a casa dei pazienti le confezioni.
Apparentemente tutto bene, ma in realtà ci sono dei problemi. Innanzitutto
molti utenti incontrano difficoltà a scegliere i modelli di ausili (le
informazioni fornite on line non sono sufficienti, chiedere per telefono è
praticamente impossibile perché le chiamate si sommano a quelle per i
ticket e le linee sono praticamente in tilt) inoltre è prevedibile che la
consegna a domicilio, nei distretti di montagna, non sarà la cosa più
semplice. È stato un errore escludere le farmacie, proprio mentre si parla
(in documenti ufficiali e in leggi già approvate) di favorire un loro
maggiore coinvolgimento sul territorio come punto erogativo di servizi
sanitari. Nella prossima campagna di screening per il tumore CR è
probabile che le farmacie presentino il conto e si rifiutino di
collaborare (grazie a loro è stato possibile ritirare e consegnare i
campioni in tutti i paesi della provincia) o puntino ad alzare il prezzo.
PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO. L’ASL ci ha informati che sta
avanzando in tutti i distretti l’apertura di un servizio di pronto
soccorso pediatrico al sabato pomeriggio (ore 14-18.30) per filtrare i
“codici bianchi” e diminuire così la pressione sul Pronto Soccorso
ospedaliero. Un intento lodevole, ma bisognerà aspettare del tempo per
vedere se i risultati attesi ci saranno davvero; finora il Pronto Soccorso
ospedaliero continua ad essere il servizio in cui l’utenza ripone la
maggior fiducia e i servizi alternativi avranno bisogno di tempi più
lunghi per consolidarsi.
APERTURA AL SABATO MATTINA DEGLI SPORTELLI NEI DISTRETTI.
La Direttrice dell’ASL si è impegnata ad assicurare questo servizio per
evitare agli utenti che lavorano di prendere un giorno di ferie per
recarsi agli sportelli del Distretto. Una scelta condivisibile che
sosteniamo volentieri. La carenza di personale (ridotto oltre misura negli
anni scorsi) rende difficile la concreta applicazione per la quale sono in
corso trattative con la RSU aziendale.
CONSULTORI FAMILIARI.
In questo, come in precedenti incontri, la dott.ssa Azzi ha manifestato
l’intenzione di voler rilanciare il ruolo dei consultori. L’orientamento
dell’ASL è per un maggiore investimento sul versante sanitario, al
contrario della precedente Direzione che aveva puntato prevalentemente
sugli aspetti socio-psicologici e soprattutto su un ampliamento di
presenza del privato sociale cui erano state fatte molte promesse, poi
poco mantenute sul terreno delle risorse finanziarie. L’impegno immediato
è per dotare tutti i Consultori della necessaria strumentazione tecnica e
aumentare l’organico medico ginecologico. Con le recenti aperture di nuovi
Consultori del privato sociale si sta prospettando, nei fatti, una
divisione di ruoli con i Consultori pubblici orientati ai servizi
medico-ginecologici e quelli del privato sociale più orientati agli
aspetti educativi e di sostegno psicologico alle famiglie. Una dicotomia
sulla quale è necessario riflettere maggiormente; una ricomposizione delle
due vocazioni, come è sempre stato nella mission consultoriale,
consentirebbe probabilmente di assolvere meglio il proprio ruolo su
entrambi i fronti.
Bergamo, 28 settembre 2011.
(or amb) |