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Previdenza e assistenza

Pensioni, note sulla perequazione del 2021


red Come già anticipato dal Decreto del Ministero dell'Economia e del Lavoro del 16 novembre scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 novembre 2020, l'ammontare delle pensioni percepite dai pensionati, nel 2021, non avrà nessun aumento imputabile al costo della vita nel 2020.

red Questo perché i prezzi al dettaglio dei prodotti di largo consumo delle famiglie di operai e impiegati (indice Foi dell'Istat) nel 2020 rispetto al 2019 hanno avuto un andamento negativo provvisorio del -0,3%; in altre parole, i prezzi sono diminuiti.
In merito a questo dato (diminuzione dei prezzi dei prodotti di largo consumo) la restituzione dello 0,3% non viene applicata per effetto della legge 208 del 2015, la quale stabilisce che l'adeguamento delle pensioni non può mai essere negativo.
Il valore provvisorio relativo al 2020, che si applica nel 2021, è stato quindi fissato non a -0,3%, ma a zero (nessun aumento e nessuna diminuzione).

red A questo proposito non è stato chiarito se l'anomalo andamento negativo sarà abbuonato oppure, come è più probabile, verrà considerato utile per compensare gli andamenti positivi che potrebbero verificarsi negli anni futuri (ad esempio se nel 2021 l'andamento dei prezzi indicasse +0,3%, l'aumento da applicare sarebbe pari a + 0%, assorbendo il -0,3% determinatosi nel 2020).

red Tuttavia, la stessa Commissione del Ministero dell'Economia e del Lavoro ha stabilito anche che dal gennaio 2021 le pensioni, nel loro ammontare base, verranno aumentate dello 0,1% rispetto al 2020.
Questo perché all'inizio del 2020 l'aumento dei prezzi del 2019 rispetto al 2018 era stato indicato, provvisoriamente, pari a +0,4%, mentre il valore definitivo era risultato essere +0,5%.

red Quindi dal gennaio 2021, oltre all'aumento dello 0,1%, dovrebbe esserci un rimborso, in un'unica soluzione, dello 0,1% riconosciuto per il 2020 e non percepito.