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AGRONOMIA E IL LAVORATORE REINTEGRATO DAL GIUDICE: LE CONSIDERAZIONI DELLA FLAI-CGIL

"Rammarico per come è stata rappresentata la vicenda" arriva dalle parole della FLAI-CGIL di Bergamo in merito all'articolo apparso ieri, 13 ottobre, su "L'Eco di Bergamo" a proposito di Agronomia scarl, l'azienda di San Paolo d'Argon specializzata nella lavorazione delle insalate di quarta gamma.

L'articolo in questione ha per titolo: "Minaccia i colleghi: denunciato" e si riferisce al lavoratore reintegrato al proprio posto a seguito di un licenziamento ritenuto illegittimo dal Giudice Monica Bertoncini del Tribunale di Bergamo con sentenza del 23 luglio 2013.

"Non conosciamo la verità su questa vicenda, ma come previsto dal nostro Statuto, appena avuta notizia delle denunce, abbiamo provveduto a disporre la 'sospensione cautelativa' dell'iscrizione del lavoratore alla FLAI-CGIL fino al compimento degli iter procedurali e fino a quando la Magistratura non avrà definito la colpevolezza o meno del lavoratore" ha spiegato oggi Francesca Seghezzi, segretario generale provinciale della FLAI-CGIL. "Come già espresso nei giorni scorsi, il Direttivo del nostro sindacato di categoria ha votato all'unanimità un ordine del giorno che propone l'apertura di un tavolo (con le parti sociali del settore agricolo, quelle confederali e le istituzioni locali) che affronti la tematica del caporalato nel settore agricolo e nella gestione del mercato del lavoro avventizio del comparto. Riteniamo, infatti, prioritario che nelle vicende legate all'omicidio della dottoressa Eleonora Cantamessa e di Kumar Baldev, avvenuti lo scorso mese a Chiuduno, si proseguano le indagini anche sul filone legato al mercato del lavoro.
Dall'articolo di giornale apprendiamo, con non poco stupore, come Agronomia fosse a conoscenza, già nel novembre del 2012, delle minacce che il lavoratore avrebbe mosso ai colleghi che lo definivano 'il capo, inteso come casta, come gruppo'. Riteniamo gravissimo che l'azienda non abbia già allora denunciato il fatto alle autorità competenti né ci abbia reso partecipi dell'informazione durante l'iter che ha portato al reintegro e che ci ha visto più volte a confronto. Riteniamo, infatti, che chiunque sia a conoscenza di fatti che possano ricondurre a condotte illecite sia tenuto a denunciarle alla Magistratura.
Confidiamo ed esprimiamo massima fiducia nell'operato dei giudici e nelle indagini in corso. Ci auguriamo, inoltre, che tutti i soggetti coinvolti decidano di intraprendere insieme a noi il percorso della legalità e della trasparenza nella gestione del mercato del lavoro in agricoltura nella nostra provincia. La FLAI-CGIL di Bergamo invita anche le aziende, Agronomia compresa, a valutare la condivisione di un percorso sperimentale che porti a una gestione pubblica e trasparente del mercato del lavoro agricolo avventizio".